Facciamo un esperimento mentale. Poniamo che tu sia un manager di una azienda importante. Gli affari vanno bene e vi state espandendo.

Hai bisogno di personale qualificato da aggiungere all’organico. Stai cercando un ingegnere informatico.

Hai ricevuto tanti curriculum e ora hai di fronte alcuni candidati, pronti per fare il colloquio di lavoro.

Ebbene, a parità di qualifica, chi sceglieresti?

Sono tutti bravi, usciti a pieni voti dall’università (portano pure tutti gli occhiali).

Chi sceglieresti?

Le soft skills sono competenze trasversali e attitudini caratteriali che facilitano la capacità di lavorare e interagire con gli altri.

Le soft skills comprendono la capacità di lavorare in gruppo, la tenacia nel portare a termine un incarico, l’empatia con i clienti e con i colleghi, l’apertura e lo spirito di iniziativa. Le soft skills permettono di distinguerti come una persona valida e affidabile.

Ritorniamo al nostro esperimento.

Se tu fossi responsabile di una nuova assunzione in azienda, sceglieresti una persona chiusa e sospettosa o aperta e schietta? Sceglieresti uno che è uscito con il massimo dei voti ma si è laureato a 35 anni? E ancora, sceglieresti uno che non ha mai lavorato durante le vacanze o uno che ha fatto il cameriere per aiutare i suoi genitori a pagare gli studi?

Ebbene, ci stiamo già avvicinando a capire come le soft skills giuste possono aiutarti a trovare il lavoro dei tuoi sogni.

 

La lista completa delle soft skills

In rete ci sono diverse liste che elencano le soft skills. Ho cercato di fare una sintesi dei siti più autorevoli e interessanti.

Ho fatto una lista di liste in pratica.

Almalaurea – Servizi per neolaureati, lunga esperienza nel campo del placement:

  • Autonomia
  • Fiducia in se stessi
  • Flessibilità
  • Resistenza allo stress
  • Capacità di organizzare
  • Precisione
  • Apprendimento permanente
  • Conseguire obiettivi
  • Gestire le informazioni
  • Spirito di iniziativa

Randstad – Agenzia di lavoro, a contatto costante con realtà aziendali

  • Grado di flessibilità e adattamento in un contesto nuovo
  • Capacità di problem solving
  • Motivazione e orientamento agli obiettivi
  • Resistenza allo stress
  • Gestione del tempo e del lavoro di squadra
  • Creatività e proattività
  • Attenzione ai dettagli

Come vedi ci sono alcune differenze tra uno e l’altro.

Ma ti invito anche a notare le costanti che invece ci sono. Molti sono concordi su alcuni punti: resistenza allo stress, creatività, ragionare per obiettivi sembrano competenze apprezzate da tutti.

Ti consiglio un libro veramente notevole sulle soft-skills: Le mie soft skills: Dalla ricerca scientifica al successo: tutti i segreti per padroneggiare le competenze trasversali sul lavoro e nella vita.

 

Le soft skills a scuola

Insegnare le soft skills è possibile?

Negli ultimi tempi il discorso sulle soft skills è sempre più presente nella scuola e nei corsi di formazione.

I docenti sono chiamati ad un compito non facile, a dirla tutta, ovvero quello di facilitare negli allievi l’emergere di queste competenze interpersonali e intrapersonali.

Sicuramente il digitale è sempre più presente nelle nostre scuole: 5 motivi per fare e-learning a scuola

Un buon modo con cui la scuola potrebbe trasmettere queste competenze sta ad esempio nella gestione rigorosa dei tempi.

Se un docente richiede la puntualità nelle consegne, ecco che il ragazzo piano piano svilupperà l’abitudine a rispettare i tempi.

Un altro esempio.

Se uno studente si impegna nei compiti a casa, non sta facendo solo i compiti a casa, ma sta migliorando la sua caparbietà, la determinazione nel portare a termine un lavoro e la capacità di organizzarsi.

In fondo la vecchia scuola delle conoscenze, che viene messa in dubbio in favore di nuovi modi di fare scuola, cresceva ragazzi capaci nelle soft skills.

Tradurre una versione di latino, tanto per citare la materia più criticata da chi non ne capisce molto di educazione, è un esercizio formidabile per sviluppare la volontà di riuscire e l’intelligenza di trovare soluzioni (ovvero ritorniamo ancora alle soft skills).

La vecchia scuola senza neanche saperlo era già moderna.

Ad ogni modo, se sei un formatore, ecco come puoi iniziare a vendere le tue competenze online.

 

La differenza tra soft skills e hard skills

Le hard skills sono le competenze specifiche che riguardano una professione.

Ad esempio, una azienda di consulenza finanziaria avrà necessità di personale qualificato in economia, mercati, borsa e così via.

Una azienda che produce strumenti musicali avrà bisogno di artigiani che sanno lavorare il legno, che conoscono la fisica dei suoni, e così via.

Le hard skills in genere sono insegnabili tramite corsi, programmi di studi e tanta pratica.

Inoltre, le hard skills sono misurabili. Possono essere quantificate da un voto di laurea oppure da progetti effettuati su quella particolare competenza.

Le soft skills, invece, difficilmente sono misurabili. Come si quantifica, infatti, la capacità di essere tenaci? O come si calcola esattamente la capacità di una persona di adattarsi agli imprevisti?

Le soft skills sono inoltre difficili da insegnare, perchè riguardano abitudini che una persona ha sviluppato nel corso della vita o competenze che uno possiede per carattere.

 

Come inserire le soft skills nel curriculum vitae

I recruiter cercano persone dotate di hard skills che si accordino alle necessità dell’azienda.

Tuttavia si comincia a guardare sempre più spesso a candidati che possiedono soft skills adeguate.

Pensaci.

Se le hard skills sono insegnabili, significa che una azienda può fare formazione per i propri dipendenti su questi aspetti, in tempi (relativamente) brevi e con risultati certi.

Se invece è difficile insegnare un’abitudine, questo significa che o la persona possiede già nel proprio bagaglio culturale certi abiti mentali, oppure sarà complicato per l’azienda formare il personale.

Come inserire le soft skills nel proprio CV?

Più che affermare di possedere una soft skill, sarà molto meglio mostrare come è stata applicata quella competenza in esperienza passate o lavori precedenti.

Ad esempio, se vuoi far conoscere che possiedi capacità di leadership, invece di affermarlo con frasi fatte e già sentite (“Spiccata capacità di guidare un gruppo…”), puoi dimostrarlo facendo parlare i fatti (“Sono stato team leader per il progetto xyz, ottenendo questi risultati”).

Se vuoi cercare un lavoro secondario intanto che ricerchi il lavoro dei tuoi sogni, ti invito a verificare quanto si può guadagnare con un corso online.

 

Racconta le tue competenze: soft skills e storytelling

Durante il colloquio per un lavoro, capiterà che il candidato debba mostrare in qualche modo le proprie competenze personali.

Come fare?

Una soluzione sarebbe quella di affermare di possedere determinate competenze: “io sono molto determinato! Ho l’attitudine al problem solving”.

Ecco, queste affermazioni raccontano poco di te, non trasmettono nulla a chi ti ascolta e sono anche poco eleganti.

Concretezza è la parola chiave.

(oltre a qualche conoscenza su come analizzare le persone con trucchi efficaci e dalla dubbia moralità: Psicologia Nera, Persuasione & Manipolazione)

Inserisci le skill che possiedi in storie che riguardano le tue esperienze passate. Certo, bisogna prepararsi e fare mente locale su episodi che ti hanno visto protagonista, episodi in cui hai mostrato di possedere determinate caratteristiche.

Preparati degli aneddoti prima di andare al colloquio. Ipotizza delle possibili domande che ti verranno fatte e raccogli le vicende che ti hanno visto protagonista.

Oltre ai fatti nudi e crudi, rifletti anche su cosa hai imparato da quei fatti, dove hai vinto e dove invece hai fallito, che tipo di atteggiamento hai avuto e che procedimenti logici hai adottato.

 

Come fanno i reclutatori a valutare le soft skills di un candidato?

Il web che ci piace è quella cosa rigogliosa di informazioni, trasparente, accessibile, interessante.

Ebbene, aguzza l’ingegno e fai una ricerca sul web.

Troverai recruiter che danno consigli ad altri recruiter su come diventare un buon recruiter.

E cosa si dicono tra di loro?

E’ come spiare nei documenti segreti di qualcuno, e la cosa è molto interessante.

In accordo con Easyrecrue.com, i reclutatori nei loro colloqui possono basarsi sul comportamentismo, un ramo della psicologia che fonda le proprie osservazioni non tanto su analisi introspettive, quanto piuttosto su dati oggettivi relativi al vissuto della persona.

“Al momento del colloquio, valuterete rapidamente le soft skills ponendo domande di psicologia comportamentale, ossia quelle che si concentrano sulle esperienze di vita reale. […] Otterrete un quadro affidabile del modo in cui il candidato lavora sotto pressione, come comunica e quale sia il suo senso etico” (D. Matteucci – Easyrecruiter.com).

Ecco che ritorna ancora una volta l’importanza di evitare frasi astratte e riportare fatti ed esperienza concretamente accadute.

 

Non ho quella competenza. Come faccio a migliorare le mie soft skills?

Prima di parlare di come migliorare le soft skills, bisogna fare un’operazione mentale importantissima.

Migliorare delle abitudini è possibile se e solo se in precedenza ho maturato la consapevolezza di avere un bisogno: quello di avere delle mancanze da colmare.

Chi pensa di sapere già tutto, non avverte la necessità di migliorare la sua persona.

Di fatto dunque non farà nessun tipo di percorso, proprio perchè pensa di essere già perfetto così.

Ma come si fa a capire dove e come si possono migliorare le proprie competenze?

Grazie di avermelo chiesto, è un punto importante.

Per capire dove si sbaglia, e di conseguenza capire su cosa lavorare, la via più semplice è qualcuno che ci apra gli occhi.

Trova un mentore, un insegnante, un amico con esperienza.

Trova qualcuno che sia competente, che abbia una sincerità brutale nei rapporti e di cui ti fidi ciecamente.

Ti mostrerà i tuoi limiti e ti aiuterà a lavorarci sopra.

Ma assicurati che sia una persona di fiducia, che gode del tuo appoggio.

Perchè dovrai fidarti di quello che ti dice e seguire le sue indicazioni.

In alternativa puoi essere l’allenatore di te stesso. Fai una analisi delle tue caratteristiche forti e di quelle deboli.

In seguito ci lavori sopra con autodisciplina. E’ una strada percorribile, anche se più complicata rispetto a quella di trovarsi un mentore e farsi seguire da una figura esterna.

Personalmente non raccomando questa strada. In fondo anche gli sportivi migliori al mondo hanno un allenatore. Se ci pensi, loro sono più forti dell’allenatore stesso, ma in ogni caso hanno bisogno di qualcuno che li segua!

Ti consiglio una lettura che indica come migliorare le proprie soft-skills: Coaching e sviluppo delle soft skills

 

Ulteriori letture e articoli consigliati

Le soft skills più richieste dalle aziende (mercato americano)
https://learning.linkedin.com/blog/top-skills/the-skills-companies-need-most-in-2019–and-how-to-learn-them

Elenco di soft skills elaborato da Almalaurea
https://www.almalaurea.it/info/aiuto/lau/manuale/soft-skill

Come ragiona un recruiter?
https://news.easyrecrue.com/it/soft-skills-come-valutarle-durante-un-colloquio-di-lavoro

Un approccio accademico alla questione soft-skills
Didattica universitaria e sviluppo delle «soft skills»

 

Conclusione

Le soft skills sono importanti per trovare un lavoro, e poi mantenerlo nel tempo, magari facendo anche carriera.

In qualche misura sono insegnabili.

In questo sito ci si occupa di formazione, quindi quest’ultimo punto è particolarmente rilevante per far emergere il meglio dalle persone o da se stessi.

Hai mai cambiato volontariamente un’abitudine? Mi piacerebbe sapere quale, scrivilo nei commenti che ci confrontiamo.

Leonardo Bugada

Mi occupo di apprendimento, sia in aula sia online. Sono laureato in filosofia e insegno in un liceo di Brescia. Ho conseguito un master in Media Education. Il mio chiodo fisso, ormai da anni, è scoprire il modo di far emergere il potenziale delle persone tramite l'educazione.

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