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5 motivi per fare e-learning a scuola

Un oggetto strano comincia a farsi strada nelle aule delle scuole italiane, il digitale.

Fare e-learning a scuola sembra una pratica sempre più diffusa sul territorio nazionale.

I presidi ne sono spesso innamorati, il MIUR lo sta spingendo da matti, i docenti ne sono affascinati. Anzi, se sei un docente, guarda 5 modi interessantissimi per fare didattica digitale.

E i ragazzi? Bè, i ragazzi sono ormai tutti nativi digitali, e usano computer, tablet e smartphone continuamente. Questi strumenti sono il loro pane quotidiano, e la scuola cerca di intercettare questa rivoluzione.

Più che combattere una battaglia contro i mulini a vento, una battaglia che tanto sarà persa (“i ragazzi dovrebbero tornare ai libri”, “il digitale fa più male che bene”, “i ragazzi stanno troppo sul computer” e altre frasi analoghe), conviene forse usare a vantaggio dell’istruzione questi strumenti.

Già, perchè invece di costringere una persona a fare una cosa che non vuole fare, a volte è molto meglio sfruttare quello che fanno già i giovani. E piegarlo alle proprie esigenze formative.

Il mondo dei computer attira i ragazzi? Benissimo, invece di fare la guerra al digitale, capiamo come usarlo per i nostri scopi educativi.

Ecco che allora cambia tutta la prospettiva, ed emergono armi potenti per coinvolgere i ragazzi e spingerli allo studio, come elearning, corsi online, forum, gruppi social, etc.

1. L’e-learning a scuola aiuta gli studenti lenti

Primo. Gli studenti che hanno difficoltà di apprendimento possono usare con profitto la didattica online.

Un esempio.

Poniamo che Pierino sia dislessico, con un deficit dell’attenzione. In classe fa fatica a seguire la lezione del docente, i compagni lo distraggono facilmente, e infine commette diversi errori quando prende appunti.

Pierino comincia a prendere brutti voti, si demotiva facilmente, per cui studia poco e così finisce col prendere brutti voti, per poi demotivarsi.

Un circolo vizioso, un anello maledetto in cui sono finiti moltissimi studenti.

Con un corso online, invece, Pierino può

  • Seguire la spiegazione al suo ritmo, ed eventualmente riascoltarla quante volte desidera
  • Staccarsi dall’ambiente scolastico e usufruire dei contenuti in altri luoghi a lui più congeniali
  • Chiedere aiuto al docente tramite forum di discussione
  • Può autovalutarsi tramite esercitazioni online, e comprendere se è preparato oppure no

Pierino dunque si prepara per la verifica senza distrazioni dovuti alla classe, seguendo il suo ritmo e lavorando sodo.

Magari non prenderà 10, ma già arrivare ad una sufficienza per Pierino vuol dire spezzare la catena dei brutti voti e della demotivazione.

2. I corsi online sono una sfida per gli studenti avanzati

Quanti studenti invece, dall’altra parte della curva gaussiana, si impegnano, hanno voglia di studiare, sono costanti nel lavoro a casa, ma purtroppo non trovano un ambiente abbastanza stimolante?

Non è colpa dell’insegnante, che fa quel che può. Di più, non si tratta qui di dare colpe, ma di cercare di risolvere un problema che si presenta.

Un problema più silenzioso rispetto agli studenti che fanno arrabbiare, ma comunque che esiste. Esistono gli studenti bravi che non trovano sufficienti stimoli nella lezione in classe.

Troppo facile. Troppo banale. Troppo piatta.

Il risultato? Lo studente volenteroso perde progressivamente la voglia di impegnarsi, traducendo il termine scuola con noia, apatia, inutilità.

Un corso online, di livello avanzato e preparato su misura, con una verifica finale, può risvegliare la grinta dello studente.

Un corso online che vada ad approfondire argomenti fatti superficialmente, o che aggiunga argomenti a quelli già fatti in classe, viene visto come una nuova avventura per lo studente annoiato.

3. L’e-learning nelle scuole italiane funzionerebbe

Parlando di corsi online, ci sono diverse sperimentazioni in corso, in diverse parti del mondo, in diversi sistemi scolastici.

Una costante a cui porre attenzione è che questi sistemi sembrano funzionare.

O meglio (ma è già molto), le sperimentazioni in atto dimostrano che frequentare un corso in aula o frequentare un corso online porta agli stessi esiti finali, in termini di apprendimento e preparazione.

Per quanto riguarda gli studenti che in classe fanno fatica, invece, la formazione online sembra avere addirittura un successo maggiore rispetto alla formazione classica nel gruppo classe.

In questo senso voglio segnalare due casi studio.

Un caso di successo in America: Apex Learning

A partire dal 1999, in diverse scuole degli Stati Uniti sono stati introdotti i programmi Apex Learning, una azienda che promuove corsi online per studenti fuoriusciti dal sistema scolastico.

Ebbene, attraverso varie tecniche sperimentate darwinianamente negli anni, i formatori sono arrivati a recuperare anche l’84% degli studenti che avevano abbandonato la scuola, attraverso corsi sempre più rigorosi e perfezionati. Qui la fonte.

Apex propone un elearning aperto e flessibile. Ad esempio, molte scuole lo adottano in modalità blended. I ragazzi vanno nell’aula informatica della scuola, e seguono il corso online monitorati da un docente abilitato nella materia.

Altre scuole invece permettono ai propri studenti in difficoltà di usare Apex a casa (o in altri luoghi) e nei tempi che desiderano.

E’ una sperimentazione interessante, ti consiglio di provare a dare un’occhiata ai loro risultati.

Una sperimentazione italiana, il caso di un e-learning a scuola di un Istituto Tecnico di Bergamo

Notizie sull’introduzione di pratiche elearning nella scuola italiana sono un po’ più difficili da trovare. Non so se perchè ce ne siano poche, o se perchè chi le fa poi non mette online i risultati.

Ad ogni modo, qualcosa di interessante comincia a vedersi anche da noi.

Questo è un report di una sperimentazione all’ITC Bellotti di Bergamo.

Sono stati programmati interventi di recupero in elearning per alcuni studenti. Gli autori affermano:

L’esperienza condotta evidenzia la possibilità di migliorare i processi di apprendimento, di motivare gli studenti e nello stesso tempo di favorire la riprogettazione dei percorsi didattici dei docenti

Quindi anche in questo caso il risultato è stato positivo.

4. I ragazzi nella scuola sono naturalmente attirati dall’e-learning

Il mondo sta cambiando.

Stiamo vivendo la rivoluzione tecnologica, e i giovani sono dentro questo mondo fino al collo.

Passano ore davanti a quella che potrebbe essere considerata la scuola più grande del pianeta: Youtube.

Su Youtube trovi non solo stupidaggini, ma anche meravigliosi modi per apprendere: tutorial, approfondimenti, lezioni, video-corsi, sui più diversi argomenti.

I ragazzi lo sanno, l’hanno capito e consumano voracemente l’informazione video dopo video.

Nascosto in bella vista, il segreto è questo. I ragazzi sono naturalmente portati per imparare online.

E’ inutile fare la guerra contro il digitale; sarà molto meglio invece usare questa modalità per insegnare qualcosa ai nostri ragazzi.

5. L’e-learning a scuola è gratis o costa poco

Un ultimo motivo per adottare l’elearning con gli studenti è il fatto che la tecnologia necessaria è diventata accessibile sia come facilità di utilizzo sia come gratuità.

Ci sono piattaforme open source gratuite, come Moodle, che permettono ad un docente di progettare e pubblicare corsi online.

Certo, per avere funzionalità più avanzate è necessario fare un investimento in denaro.

Ma anche in quest’ultimo caso, la cifra spesa per avere ambienti di apprendimento virtuali è pressochè irrisoria.

Quindi la motivazione che una scuola o un docente non possa fare elearning perchè non può permetterselo in termini di soldi, è ormai solo una scusa.

Se c’è la volontà di progettare un percorso elearning per i propri studenti, la tecnologia necessaria è facilmente reperibile.

Mi permetto di suggerirti un nostro ebook gratuito: Come creare una piattaforma elearning gratuitamente.

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COME CREARE UNA PIATTAFORMA ELEARNING GRATUITAMENTE

In questo report gratuito di 47 pagine abbiamo distillato il modo più semplice e veloce per iniziare a fare formazione online.

Conclusione

La nostra opinione è che l’elearning può fare bene agli studenti delle scuole italiane, soprattutto per quanto riguarda gli studenti più in difficoltà.

Il tanto celebrato successo scolastico per tutti può essere concretamente raggiunto, a certe condizioni, proprio dall’uso intenzionale di modalità di insegnamento in elearning.

La strada per progettare corsi che funzionano con certezza è ancora lunga, ma certe sperimentazioni sono molto promettenti.

Leonardo Bugada

Di giorno sono un docente di storia e filosofia. Di notte mi occupo di e-learning, corsi online e marketing. Il mio chiodo fisso, ormai da anni, è quello di far emergere il meglio delle persone tramite la formazione.

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