Didattica digitale. 5 esempi semplici (ma efficaci) da usare subito

Pensi che la didattica digitale sia o troppo complicata o una moda destinata al dimenticatoio? Ti farò ricredere.

In questo articolo ti mostro 5 esempi di didattica digitale seriamente efficaci.

Sono lezioni che ho testato personalmente in classe. Sono semplici da progettare e funzionano benissimo con i ragazzi.

Se vuoi affascinare i tuoi studenti con attività originali, formative e innovative, questo articolo ti darà gli strumenti per iniziare finalmente a fare una lezione 2.0.

Bene, entriamo nel dettaglio senza perdere altro tempo.

Indice dei contenuti:
La Flipped Classroom: presentazione condivisa con Google
Raccontare storie con Adobe Spark Video
Verifica online che si autocorregge con Google Moduli
Mappe storiche interattive con Google Maps
Quiz in classe con Kahoot
Conclusione

1. Esempi di flipped classroom: fare una presentazione condivisa con Google Presentazioni

La didattica digitale può essere formidabile per l’Inclusione, il lavoro di gruppo e la ricerca dei contenuti.

In che modo?

Con Google Presentazioni puoi creare una presentazione e condividerla con la classe. I ragazzi lavorano tutti insieme alla stessa presentazione. Ognuno ha un argomento specifico e lo riassume in una o due slide. Dovranno usare concetti importanti ma brevi, immagini e icone per rendere chiaro agli altri il loro pezzo di argomento.

Al termine del lavoro, i ragazzi si ritroveranno un documento utile per il ripasso e creato da loro. Fare attivamente una ricerca di un argomento è un’ottima modalità per apprendere.

Ma c’è di più.

Ogni ragazzo ha l’incarico di fare le slide che dovranno essere lette anche dagli altri. Questo promuove la responsabilità. E la responsabilità promuove, quasi sempre, la voglia di fare bene.

Ecco come condividere un documento Google con altre persone:


In sintesi:
App: Google Presentazioni in modalità condivisa
Materie interessate: praticamente tutte
Cosa promuove negli studenti: capacità di analizzare e sintetizzare
Punti critici da tenere d’occhio: incomprensione dei concetti principali studiati autonomamente; estetica di dubbio gusto

2. Didattica digitale con Adobe Spark Video. Storytelling creato dagli studenti.

fare didattica digitale con Adobe Spark Video-min
La schermata iniziale di creazione di un nuovo progetto con Adobe Spark Video. Qui nella versione iPad

I big player dell’informatica si stanno muovendo tutti verso il mondo della scuola. Sono molte ormai le applicazioni gratuite con cui fare cose meravigliose in classe. Sono semplici da usare e i ragazzi le adorano. Vediamo come usare Adobe Spark per fare didattica digitale.

Con questa app puoi creare brevi video fatti con foto e animazioni. Può anche essere registrata una voce di commento. La cosa fino a qui non sembra rivoluzionaria.

E infatti non è una app rivoluzionaria.

Ma fa estremamente bene alcune cose ben precise. E’ una app molto intuitiva da usare. Si possono facilmente raccontare storie. E’ disponibile un archivio di libere immagini, icone e musiche da inserire nel video. La creazione di un video è divisa in singole slide che scorrono. Si lavora cioè su una slide alla volta.

E quindi?

Significa che ad esempio puoi commentare una singole slide: se sbagli qualcosa, non devi cancellare tutto, ma rifare solo la slide errata.

Inoltre l’app ha molti stili preimpostati, e il risultato che si ottiene è esteticamente appagante anche per chi non ha alcuna nozione di video editing o di grafica.

storytelling e didattica digitale con Adobe Spark Video-min
Il pannello di controllo. Da qui puoi impostare un progetto di storytelling didattico

Bene, bella app. Ma ora dimmi: come diavolo la uso in classe?

Progettazione di una lezione con Adobe Spark Video:

  • consegna ai ragazzi una poesia, un documento, un racconto, un episodio storico realmente accaduto
  • lo studente analizza il testo e progetta su carta un racconto multimediale dei concetti principali. Dovrà scegliere le immagini e i testi prima di lavorare al computer.
  • si accede a Adobe Spark Video e si comincia l’atto creativo: la poesia diventa una storia filmica
  • il risultato viene mostrato al resto della classe (o valutato dal docente)

Affascinante, vero?

App: Adobe Spark Video
Materie interessate: italiano, storia, geografia
Cosa promuove negli studenti: comprensione del testo, capacità di sintesi, creatività, trasferimento di conoscenze da un medium all’altro.
Punti critici da tenere d’occhio: i ragazzi giocano invece di lavorare seriamente

3. Come fare una verifica online che si autocorregge con Google Moduli

Un docente per correggere una verifica ci mette 5 minuti (ipotesi per difetto. Come sappiamo i tempi spesso sono più lunghi). Una verifica in una classe da 25 persone quindi equivale a 125 minuti di correzione (=2 ore, molto in difetto). Se un docente ha 4 classi, fanno 500 minuti. In un anno poniamo che si facciano 6 verifiche per classe, ovvero 3000 minuti, pari a 50 ore di correzione per ogni anno scolastico. Questo è il tempo speso da un docente a correggere verifiche.

Esiste un modo per accorciare questa durata?

Creare un test online con Google Moduli-min
Creare un test online con Google Moduli: è sufficiente attivare l’opzione “trasforma in quiz”.

Come dice il titolo del paragrafo, ci può aiutare la didattica digitale con Google Moduli. Google Moduli è una applicazione web che permette di creare, per l’appunto, un modulo online. Lo puoi usare per fare sondaggi, statistiche, ricevere feedback, fare domande, ricevere dati per un’iscrizione a un webinar, etc.

Fai attenzione adesso.

Perchè oltre alle funzioni che abbiamo appena visto, le domande create con Google Moduli possono essere trasformate in un quiz online con queste utili caratteristiche:

  • raccolta dati dell’utente (così sai chi fa il test e quali argomenti ha sbagliato di più)
  • riordino casuale delle domande (così non si copia dal monitor del vicino)
  • in caso di risposta multipla, riordino casuale delle risposte (così non devi pensare ogni volta dove mettere la risposta giusta)
  • possibilità di suggerimenti a discrezione del docente (così puoi aiutare eventuali ragazzi in difficoltà)
  • assegnazione di punteggi diversi alle domande (domande più toste possono valere di più)
  • autocorrezione immediata della prova

Immagina la potenzialità.

Durante l’anno ogni tanto fai un test online con Google Moduli. I ragazzi fanno qualcosa di diverso e si divertono (più o meno). Tu ottieni subito un voto senza spendere un minuto nella correzione, ci pensa il programma. L’anno dopo puoi rifare il test ad un’altra classe, perchè Google l’ha salvato nel tuo drive.

Interessante, molto interessante.

Puoi approfondire perchè fare e-learning a scuola.

In sintesi:
App: Google Moduli
Materie interessate: tutte
Cosa promuove negli studenti: velocità di decisione, memoria.
Punti critici da tenere d’occhio: il test è una modalità di valutazione che non intercetta molte cose dei ragazzi. Usare con cautela.

P.S. Se vuoi approfondire l’argomento e-learning, puoi leggere anche come fare un corso online.

4. Usare Google Maps per fare geo-storia

Ho un approccio piuttosto tradizionale all’insegnamento. Credo ancora nella lezione frontale, ad esempio. Nel valore formativo della fatica. Nel cambiare metodo perchè quello nuovo è di spessore, non per il gusto della novità a tutti i costi o perchè è uscito l’ultimo libro di pedagogia alla moda.

E quindi?

Quindi l’attività che ti sto per proporre incontra il mio gusto: è innovativa, è seria, richiede la giusta fatica da parte dei ragazzi, è affascinante. Ma c’è di più. La didattica digitale può fare cose che prima non erano semplicemente possibili. E questo è il massimo: sfruttare l’informatica per far fare ai ragazzi una attività di creazione di contenuti. Come creare una mappa interattiva, che si può spostare, zoomare, cliccare. Una mappa che puoi navigare, bella da vedere e istruttiva da usare.

Ci vorrà un software costoso per fare tutto ciò?

Niente affatto, è del tutto gratuito. Sto parlando di Google Maps. Forse non lo sapevi, ma con Google Maps puoi creare mappe personalizzate. Puoi inserire icone segnaposto, creare aree colorate, tracciare linee e percorsi.

La vedi la potenzialità?

Puoi tracciare il percorso di Annibale nelle guerre puniche grazie a linee colorate. Oppure puoi vedere la rete stradale e commerciale dell’impero romano. Oppure i viaggi di Colombo. O l’estensione del Reich nazista. O i viaggi di Leopardi. Questi sono solo alcuni esempi, che mostrano come i ragazzi possano lavorare sodo su un progetto che li affascina.Ho testato personalmente questo progetto. I ragazzi sono rimasti entusiasti. Sapevano inoltre che avrei messo sul web il frutto delle loro fatiche, per condividerlo con eventuali navigatori interessati alla storia. Quindi ho inserito anche questa componente di visibilità pubblica, per responsabilizzarli a fare bene. E loro hanno risposto con convinzione. Questo è il risultato: https://www.clickmaps.it.

Didattica digitale con Google Maps-min
Didattica digitale con Google Maps. In questa mappa interattiva creata da uno studente è visibile la rete commerciale dell’Impero romano.

In sintesi:
App: Google Maps
Materie interessate: storia, geografia, italiano, scienze
Cosa promuove negli studenti: studio delle fonti, ricerca, cura dei dettagli, precisione
Punti critici da tenere d’occhio: uso delle fonti potenzialmente superficiale.

5. Hai mai visto i tuoi studenti entusiasmarsi per la conoscenza? Ti presento Kahoot, la genialata degli ultimi anni

fare didattica digitale con Kahoot-min
Fare lezione con Kahoot diverte i ragazzi. Il loro dispositivo si trasforma in una pulsantiera. Quale sarà la risposta corretta, A, B, C o D?

Ci siamo passati tutti. Certe mattine gli alunni non ne vogliono sapere di scuola. Apatici, svogliati, scazzati. Per fortuna non sempre è così. Ma quando capita che si fa? O gli spegni definitivamente il cervello con una lezione noiosa oppure usi qualche stratagemma per ritrovare l’entusiasmo. Questo stratagemma esiste. E funziona.

Ti presento Kahoot, il modo migliore per fare giochi di conoscenza in classe.

Già, perchè con questo sito web la classe in due minuti diventa un campo di competizione dove vince chi conosce di più. Una specie di quizzone alla Mike Bongiorno che infiamma i ragazzi. E tu sei Mike Bongiorno. I ragazzi si sfidano in un tutti contro tutti. Devono rispondere correttamente alle domande. Il più velocemente possibile. C’è persino la musica sotto. Insomma, gli ingredienti per un prodotto divertente ci sono tutti. E infatti Kahoot ha un successo planetario ormai.

Per sfruttare al meglio le potenzialità di Kahoot ti lascio qualche suggerimento basato sulla mia esperienza personale.

Kahoot è un sito web che gestisce una serie di domande, le risposte, i punteggi, etc. Per usarlo al meglio ti serviranno questi strumenti. Un proiettore e maxischermo dove i ragazzi possano leggere le domande del quiz. Una serie di computer connessi a internet, uno per ogni ragazzo, dove si possono cliccare le risposte. In alternativa si possono usare gli smartphone personali o i tablet (secondo la didattica BYOD). Importante che ci sia una connessione web stabile, soprattutto con classi numerose.

Kahoot è anche un gigantesco archivio di quizzoni creati da altri. Possono essere usati anche quelli presenti sul sito. Spesso sono quiz in inglese. Per ottenere il massimo da un’attività come Kahoot, comunque, ti suggerisco di creare il tuo proprio quiz, in accordo con la programmazione e il livello della tua classe. Perchè trovare un Kahoot già fatto che vada bene al 100% non è sempre facile.Puoi usare un quizzone in due modi. All’inizio di un argomento, per vedere il livello di preparazione degli studenti. Oppure alla fine di una spiegazione, per imprimere maggiormente nella loro memoria quanto appena spiegato.

In sintesi:
App: Kahoot
Materie interessate: tutte
Cosa promuove negli studenti: curiosità, competizione, spirito di gruppo
Punti critici da tenere d’occhio: i ragazzi vogliono farlo sempre, usare con le giuste dosi

P.S. Kahoot può essere usato anche per lanciare una riunione tra docenti.

Conclusione

La didattica digitale porta una ventata di aria fresca nel mondo della scuola. Se fatta con criterio può migliorare l’offerta didattica, alleggerire il lavoro del docente e permette di percorrere strade educative che fino a poco tempo non esistevano nemmeno.

Ecco il perchè di questo articolo: meglio provare a fare un percorso di didattica digitale fatto bene dall’inizio alla fine che provare mille app senza approfondirne neanche una.

E tu hai mai provato a progettare una lezione che sfrutta le nuove tecnologie? Mi piacerebbe conoscere la tua esperienza. Scrivimi un commento qua sotto, sarà occasione per confrontarci.

Leonardo Bugada

Di giorno sono un docente di storia e filosofia. Di notte mi occupo di e-learning, corsi online e marketing. Il mio chiodo fisso, ormai da anni, è quello di far emergere il meglio delle persone tramite la formazione.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Chiudi il menu